mercoledì 12 giugno 2013

Ma allora non avevano capito?



 Questo commento è dedicato in presa diretta sul risultato elettorale delle recenti elezioni amministrative ad urne appena chiuse.
(fonte immagine:www.wikipedia.org)
E non viene dedicato all’esito nella singola città o provincia in competizione. Quanto viene dedicato al quadro politico d’insieme che ne emerge, e che riassume in sé anche i singoli risultati territoriali.
Dunque, diamo per evidente che hanno prevalso i candidati riconducibili al Pd. E diamo tranquillamente anche per acquisito che fossero dei bravi candidati in cui si è riconosciuto in prevalenza l’elettorato che ha votato.
Dato però <a Cesare quello che è di Cesare>, cioè <al Pd quello che è del Pd>, una domanda si propone al centro di questa riflessione.
Poiché le elezioni, di ogni livello, sono <la voce> vera della Democrazia, questo post si propone una domanda essenziale per chiunque voglia essere un cittadino attivo sul piano politico sociale: quale è il messaggio di fondo che reca nel suo complesso questa tornata amministrativa elettorale?
E sono soltanto risultati relativi alle singole amministrazioni locali interessate, o in questo stesso voto risulta esservi anche un messaggio di fondo inviato dall’elettorato nel suo complesso?

sabato 18 maggio 2013

Cip & Ciop

E' infatti questo il nomignolo con cui Franceso Verderami, oggi, sul Corriere della Sera a pag.5, indica scherzosamente il duo Letta Alfano di governo.Cip e Ciop nel logo della serie Cip e Ciop agenti speciali
                                                                                                                           (fonte immagine: www.wikipedia.org)

E di questi due esponenti di governo, presidente e vicepresidente del consiglio dei ministri attuali, oggi abbiamo i primi provvedimenti di governo:
Imu su prima casa sospesa 
Cassa integrazione rifinanziata

Bene, bravo, bis. Ma mica poi tanto

Questi due primi provvedimenti, infatti, appaiono piuttosto la prova provata che governano due destre conservatrici; e che, entrambe, nel primo provvedimento simbolico adottato dal governo, hanno teso a salvaguardare le proprie rispettive Rendite. Senza mutare niente sopra le scelte economiche nazionali di fondo che restano le stesse.

Cosa si intende dire?

lunedì 13 maggio 2013

Una popolazione tradita


 Italia – Bandiera

 La nostra Italia sta tutt’ora attraversando una gravissima recessione economica. Abbiamo appena vissuto un bimestre in una nuvola di chiacchiere seguita alla balla pietosa che le elezioni andavano intanto anticipate perché <non si poteva perder tempo>. L’esito è stato un governo che ha riproposto le identiche maggioranze già del governo Monti: cioè un governo Pd+Pdl+Lista Monti, e un capo dello Stato che già aveva promosso il governo di Monti riconfermato perché <non si poteva fare altro>.
Intanto il governo insediato si ritira in un ex Convento, sabato e domenica, per meditare su una disoccupazione oramai al 12 % e una recessione che secondo Istituti internazionali, in assenza di profondi correttivi idonei,  ci accompagnerà sino almeno al 2015.

Come è potuto accadere tutto questo, che una delle prime sette nazioni industriali del mondo si scoprisse ridotta, in venti anni, ad una delle nazioni più infelici ed impoverite del mediterraneo?

C’è da temere che se non si inizi a dirci tra di noi anche scomode verità nostre collettive, non verremo a capo di niente nemmeno nei rimedi necessari.
Ed una delle prime scomode verità risulta proprio il provare a dirci tra tutti noi assieme come si sia caduti in questa <fogna> nazionale.
Ed è appunto quello che proveremo a fare assieme, se ci farà piacere. Farlo.

martedì 30 aprile 2013

Primo Maggio Festa del Lavoro e senza chiudere la bocca



(Fonte immagine: www.wikipedia.org. - Primo Maggio)

Prima di dedicarci alle riflessioni condivise che richiama questo titolo di post, si ritiene doveroso aprire con un pensiero solidale ed affettuoso ai due Carabinieri  ed alla Donna che sono risultati vittime, in forma pur di diversa gravità, dell’INAMMISSIBILE CRIMINALE salva di colpi d’arma da fuoco dinanzi a Palazzo Chigi.

L’affettuoso pensiero va, SENZA SE E SENZA MA di alcun tipo, alle ignare vittime. E va anche al governo democratico che si è appena insediato, trovatosi coinvolto nell’identico intollerabile messaggio di morte recato da quelle salve di colpi.
Niente può infatti giustificare il ricorso alla Violenza nella rappresentazione delle proprie idee o disagi; personale, mandata, senza mandanti, disperata o no che fosse, il ricorso alla Violenza NIENTE concede di diverso che non sia una condanna senza attenuanti di quel che è appena accaduto.

Questo Blog è particolarmente sensibile alla scelta della Non Violenza in ogni espressione privata o collettiva.
La Non Violenza totale, fisica e verbale, è stata infatti posta a base anche statutaria di un possibile Movimento politico riformatore (MPL) che anche qui si esprime. Basti pensare che, se chi ha proditoriamente sparato presso Palazzo Chigi fosse stato un aderente a questo stesso Movimento che ora scrive, si sarebbe ritrovato automaticamente il Movimento contro a richiedere l’ammissione a parte anche esso lesa per automatismo statutario, e a prescindere totalmente dal perché e percome l’interessato si fosse indotto a farlo. Oltre ad una ovvia espulsione dello stesso, evidentemente.

Questa stessa fondante esclusione di ogni forma di violenza anche Verbale all’interno della rappresentazione di propri programmi, concede tuttavia, allo stesso movimento potenziale che qui scrive, di sostenere che il legittimo dissenso, e la legittima espressione di libere opinioni politiche economico e sociali, non verrà mai rinunciata, e tanto meno tacitata. Neanche in un contesto amarissimo e condannato senza alcuna reticenza come è questo richiamato in apertura.

lunedì 8 aprile 2013

le due Destre e il ce lo chiede la Ue




Ieri, 6 aprile, la nostra Informazione riportava una <notizietta>, immersa tra tante altre apparentemente più serie e rilevanti. Eppure, proprio questa notizietta tra le tante mostra di possedere un interesse grande e per tutti noi. Non solo per il fatto in sé che la notizia stessa riferiva. Ma perché permetteva di capire anche molte altre delle nostre cose anche attuali italiane e non solo.

Di che si trattava?
E presto detto e riferito.
La nostra Italia, per le statistiche, risulta l’ultima tra i Paesi Ue ad investire nella Cultura.
Molto, ma non tutto, già questo. Perché nella medesima occasione vi si riferiva anche che, 
sempre la nostra Italia attuale, risulta, e sempre statisticamente,  la penultima delle nazioni Ue ad investire nella propria SCUOLA.

Ecco dunque apparire sistemata, da una semplice piccola statistica comunitaria, la nostra <banda> reazionaria che tiene in mano la nazione Italia da ormai molti anni.
Perché, cosa ci consente di scoprire e di vedere documentato, anche se lo si poteva avere da sempre anche pensato? Che lo smantellamento della nostra Istruzione – Scuola – e che si è venuta accelerando verso il punto di non ritorno nella legislatura parlamentare appena conclusa, non ce lo <CHIEDE> affatto la Ue.
Appare infatti del tutto evidente che, se siamo i peggiori, tranne la Grecia, ad investire nella Istruzione – ovvero Scuola – entro la intera Ue, allora altrettanto evidente appare che, distruggere la nostra Istruzione italiana, non ci è stato affatto chiesto dalla Ue. Infatti, se tutti gli Stati Ue investono nella loro Istruzione assai più che non l’Italia, e lo fanno ed hanno fatto senza obiezioni alcuna della Ue, appare evidente che non sia la Ue a chiedere di smantellare la nostra Istruzione nazionale.
La attuale Ue in effetti ne ha molte di sue responsabilità anche gravi: ma questa pare proprio di no. Che non l’abbia, a quel che si vede.

Ma allora, se non <ce lo chiede la Ue> DI DISTRUGGERE LA NOSTRA ISTRUZIONE E CULTURA come peraltro sta tuttora accadendo qui da noi in Italia, chi ce lo chiede?

mercoledì 3 aprile 2013

intervallo

I meno giovani tra di noi ricordano come usava la RAI riempire alcuni spazi di attesa od interruzione imprevista all'interno della propria programmazione?

E' presto detto anche per i più giovani: 
poneva un bel gregge nel video assieme ad una cantilena di musichetta che ogni tanto si interrompeva con una sovraimpressione che recitava più o meno così:
<Ci scusiamo per l'interruzione imprevista dei nostri programmi dovuta a cause Tecniche. I programmi riprenderanno quanto prima possibile.> 
Greggi in varie pose e consistenze forse dovevano incoraggiare la pazienza mansueta del telespettatore.

Intervallo
(immagini da wikipedia.org)


Usanza antica di un millennio appena passato?

Mica tanto. da quel che si vede.

Infatti, alla vigilia di Pasqua, nell'attesissimo Programma del Quirinale relativo alle consultazioni per la formazione di un governo, in pratica è comparsa, a sorpresa, di fatto, la medesima didascalia. Mentre il programma in corso si interrompeva inaspettatamente, lasciando a quel che pare il posto alla antica immagine e didascalia:

INTERVALLO




(immagini da wikipedia.org)

<Ci scusiamo con gli elettori, per l'interruzione in corso dovuta a cause esclusivamente Tecniche. Il programma riprenderà appena possibile....>


Da quel giorno, chiunque provi a sintonizzarsi sul Programma <crisi di governo>, risulta che trovi incessante la medesima immagine e didascalia di cui sopra.

Tutto bene?
Mica tanto per una nazione che voleva, e pare voglia ancora, cambiare e riprendersi coesa quanto prima.








sabato 16 marzo 2013

avanti miei Prodi

Torniamo a condividere in questo blog alcune piccole opinioni su quel che continua ad accaderci attorno a tutti noi. Dopo aver qui tenuto un silenzio volontario in fase elettorale.

E che cosa intende significare questa ripresa di parola, in web, da parte di Movimento Popolare del Lavoro?

Intende significare che la proposta programmatica di MPL non cessa e non si ritira
Rimane intatta, la sua proposta, soprattutto dopo l'esito della nostra recente campagna elettorale politica. 
Ed esito elettorale ultimo che consente, indipendentemente dagli equilibri parlamentari oggi emersi, di poter vedere, da parte di chi lo ritenga, come la proposta d'insieme di Mpl, programmatica e di gestione sua interna, appaia proprio adesso ancora quanto mai attuale e capace di favorire una nostra profonda trasformazione positiva condivisa.

Soltanto che, Movimento Popolare del Lavoro, non si collocherà nella richiesta petulante di sollecitare un proprio coinvolgimento operativo da parte degli italiani ed italiane soprattutto giovani.
No, MPL non intende proporre una sorta di <stalkig> web a proprio favore.

Piuttosto, MPL, si colloca, e si ritiene tanto più adesso, come una imbarcazione ancora 
al momento agli ormeggi sulla darsena del porto.

E'infatti li, tuttora a disposizione di chi dovesse ritenere di volerla utilizzare; e così facendo, di sciogliere gli ormeggi e prendere il largo verso una terra politico sociale italiana nostra più ospitale per i sogni, leciti e condivise, di una nazione dell'equità nello sviluppo e nel Lavoro.


E di chi è, la imbarcazione ancora alla darsena del porto?
Di noi tutti popolo italiano, se vorremo usarla, che ne siamo armatori e proprietari comunque; dell'equipaggio eventuale di noi popolo italiano volontario, soprattutto ragazzi e ragazze, se penseremo di servircene.

Ma poiché MPL non è presente potenzialmente nel panorama politico sociale italiano per soddisfare qualche altrui esigenza o angoscia di potere eventuale e personale, ma è stata posta in acqua proprio per un sentimento di servizio e di condivisione, SE SI RITERRA' CHE POSSA SERVIRE, ESSA E' LA', alla darsena dove ci si può imbarcare, aggregarne l'equipaggio in tutti i suoi componenti pari, per una grande avventura positiva di ricostruzione equa nazionale.

Se invece così non sarà, e se non si riterrà che possa essere da usare, rimarrà quieta e tranquilla nella darsena, SENZA FARSENE UNA OSSESSIONE. 
Anche se la sua speranza esistenziale, della imbarcazione MPL, era, e rimane, di prendere parte attiva al servizio del riscatto nazionale.


Con questo preciso spirito, di servizio potenziale eventuale, ma senza angosce di doverlo fare, proseguiranno note e riflessioni da voler condividere anche tramite questo blog. A testimoniare che MPL c'è, e attende il suo equipaggio che ne voglia assumere il comando e la voglia eventualmente usare.

Perché una cosa appare alquanto certa, ed urgente anche da affrontare: 

l'Italia nostra, nella sua stessa gente, appare bisognosa di aiuto per riprendere operosa e lieta il mare. Ha bisogno del nostro di aiuto.
Poi, che possa essere anche Movimento Popolare del Lavoro uno degli strumenti condivisi per poter aiutare, appare alquanto meno rilevante. Rispetto alla speranza che tutti assieme scegliamo di RIPRENDERCI L'ITALIA per poterci lecitamente vivere ed abitare assieme.


E il titolo del post attuale inteso, come si vede, in: avanti miei Prodi?

Si riferisce a questi piccoli pensieri appena annotati qui sopra? No, si riferisce all'attuale contesto delle Forze politiche nostre italiane attuali e che oggi proprio si riuniscono nelle Aule Parlamentari.
Al <conclavino> del Regime nostro italiano attuale, che segue a quello planetario appena assai brillantemente assolto ma, da ALTRI.

E per inciso, visto la concomitanza temporale, appare foriera di ulteriori gravi disavventure del Regime nostro attuale l'evenienza di poter ignorare quanto altrove accaduto nella grande Casa custode, e testimone, comunque di Valori primari naturali dell'intera umanità indipendentemente dalle Fedi.

In quella sede dei Valori che comunque rimangono inscindibili dalle radici italiane ed europee, si è appena scelto di riportare in acque aperte la grande Nave di Pietro. Bene, male, riuscirà in tutto o in meno?
Quello che è certo che, in quella Sede alta della Fede, si è scelto, a quel che si vede, di rilanciare a livello della grande posta apparsa in palio: essere ancora faro per un'umanità nostra intera potenziale che non ritiene di accettare in prevalenza un ruolo di servi senza parola di altrui capricci e desideri smodati troppo ristretti.
Il resto verrà di conseguenza, appare, sia in azioni che in comportamenti coerenti.

E noi, il nostro Parlamento nazionale, come si riunisce in queste ore nella stessa Roma anche papale?
Risulta consapevole che la sua stessa gente di noi italiane ed italiane senza poteri appare troppo provata, troppo smarrita, troppo dissenziente di venire ridotta in prevalente miseria per smodato arricchimento di troppo pochi apparsi senza loro onere né progetti?

Se vogliamo essere sinceri con noi stessi sino in fondo, temo che dovremo rispondere: Non risulta affatto consapevole, il nostro Parlamento che si riunisce in queste ore.
O almeno non pare in grado di saperlo, o volerlo fare. Il nostro Parlamento.

A Roma italiana parlamentare, infatti, appare 
indetto in queste ore, un consueto Torneo di Feudatari di un Regime.


Il popolo anche loro ha fame? e chissene frega, appare come di sentire.

Prima dobbiamo vedere come far sedere attorno al tavolo, anche se  sempre più piccolino invero, i Cavalieri che vi sono stati invitati dai padroni di sempre del Castello.
E per assegnare i posti, sono in corso ormai anche da troppo tempo, disfide e <prove di destrezza> dei vari cavalieri presenti alla consueta disfida senza senso.

E' vero, i Feudatari hanno alzato il ponte levatoio e si accingono ai consueti riti solo tra di loro. 

Ma tutto non è uguale come sempre. Un lato delle mura del castello appare infatti diroccato; e dalla ampia breccia vi hanno fatto irruzione una folla di <plebaglia> scanzonata e dissacrante e non proprio del tutto amichevole verso gli storici occupanti. Del castello.


Ma i Feudatari nostri partitici di sempre, non pare proprio se ne danno mica troppo per inteso.
Si sono arroccati infatti nell'acropoli del tempio parlamentare. E da li, forti della forma numerica di una legge elettorale liberticida premiale, pretendono di gestire un <passi> a chi debba o no salire sino al loro trono come nuovi passivi tributari.

Ma a rendere tutto ancora più confuso, nella stessa Acropoli di Regime, come sempre avviene sotto un assedio che pone timore ai privilegiati troppo ristretti, sta avvenendo, contemporaneamente, uno spietato regolamento di conti tra i Feudatari stessi. A colpi di trabocchetti, sicari, sgambetti, pozioni avvelenate servite tra gli stessi potenti già prima solidali quanto prepotenti.

Ma non vi è da meravigliarsi più di tanto.
L'Acropoli dove si sta ancora asserragliando il regime italiano già sconfitto di consenso, è assai più ristretta dell'intero castello. Ed allora, gioco forza, qualcuno deve per forza venire ributtato fuori prima di rinchiudervisi dentro....

Avanti, miei ....Prodi. 
Pare come gridare appunto una parte dei Notabili di sempre. Mentre intanto si infilzano tra di loro, allegramente, i bianchi, i gialli e i verdi, e .....chiunque si affacci.


E il popolo, cioè tutti noi italiani indistintamente che non facciamo però parte del Regime già perdente?
FUORI. Spettatori resi passivi di un rito del quale, però, per come avviene, non ci importa proprio niente.

Noi, pare che stiamo piuttosto ad osservare le disastrose condizioni del villaggio comune appena razziato dai Signori del Castello prima che si rinchiudessero nell'Acropoli per cercare riparo all'ira degli stessi saccheggiati e derubati anche della propria speranza.

Allora?

Allora, poiché i Feudatari sgommati ancora attuali pare non mostrino alcuna intenzione di restituire anche il castello volontariamente, a valle, e molti più di uno, invero, cominciano ad armeggiare attorno alle sorgenti d'acqua; con l'intenzione di lasciare senza acqua sia l'Acropoli come il Castello ed i suoi occupanti.
Stanno sempre in più ponendosi sui sentieri usuali da dove pervengono a Castello ed Acropoli i vettovagliamenti; con intenzioni, oramai neanche troppo riposte, di tagliarne i vettovagliamenti.

Come finirà, questa dolorosa scelta di togliersi comunque di torno dalla valle il vecchio regime parassita e farla finita con i soprusi ed i saccheggi di Feudatari che non inducono più in alcuno timore reverenziale?

Dirlo appare difficile, soprattutto nei tempi.

Certo che, nella valle del popolo stremato, risuona sempre più alto, e più condiviso il grido: RIPRENDIAMOCI L'ITALIA, per noi tutti e per i nostri figli e figlie.

E quando questo accade, dentro ogni castello già invaso, e dentro ogni Acropoli di prepotenti asserragliati, si iniziano a contare i giorni.

Della RESA ALLA DEMOCRAZIA DEI MOLTI.







mercoledì 2 gennaio 2013

le uova del cuculo


Tutti noi sappiamo che con questo nome - Cuculo - si indica un volatile dal comportamento non esattamente "etico". In che senso?
Nel senso che risulta un parassita sostanziale di nidi altrui, e un sostanziale killer dei legittimi altrimenti nidiacei.
E per rinfrescarci assieme questa <pessima> sua indole, ci facciamo aiutare da www.wikipedia.org, sia con l'immagine di apertura, che con alcuni stralci sulla <sua> così particolare....abitudine.

<<Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre il proprio uovo all'interno del nido di altri uccelli (...). La femmina depone un solo uovo in ogni nido da aprile in poi per un totale di circa 15-20. Le uova somigliano molto a quelle della specie "ospite". Alla schiusa (che di norma avviene dopo circa 12 giorni), il piccolo del cuculo, con l'aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane.(...)
In Francia questo comportamento del cuculo ha portato alla nascita del termine "cocu" per indicare una persona il cui partner sia infedele.[senza fonte] Con il medesimo significato in Inghilterra si usa il termine "cuckold", derivato dal francese "cocu" più il suffisso peggiorativo -ald. (...).>>
Fatta questa sommaria incursione nella Ornitologia, e nelle <tecniche> del Cuculo, ci si potrebbe tuttavia adesso chiedere. Si, va bene, ma cosa c'entra il Cuculo in un blog che si richiama ad un movimento politico?

Forse riusciremo a vedere assieme se c'entra. Ed anche come c'entra.

Intanto diciamoci come è intervenuto il pensiero sul Cuculo iniziando questo post. Il Cuculo è venuto in mente, come collegamento apparso naturale, riflettendo su Monti.
perché mai Monti, a chi ora qui scrive, avrebbe richiamato in mente proprio il Cuculo?
Ma non appare comprensibile? 

lunedì 10 dicembre 2012

l'assalto finale?





Dunque ci siamo? a febbraio la Casta di Regime italiano attuale pare si gioca <O LA VA O LA SPACCA>

Cosa è accaduto perché un Regime di gomma pigiasse adesso sull'acceleratore?
In effetti, sino ad una settimana fa eravamo festosi a celebrare l'arrosto di Renzi, servito da Bersani al buffet del suo partito. E pareva che fossimo tutti impegnati ad osservare che prodigi produce a tenere per un mese e mezzo ininterrottamente un partito ed il suo laeder in Televisione a reti unificate.

All'improvviso si cambia programma alla EIAR informativa nazionale: <Monti lascia, crisi aperta e voto a febbraio. >
Così infatti titola in prima pagina il Corriere della Sera del 9 dicembre.

Cosa è dunque accaduto perché quegli stessi che ci avevano sottratto il diritto di scegliere votando appunto un anno fa, sproloquiando che avremmo messo la patria in pericolo col perdere tempo a votare, adesso con la più amena faccia di bronzo, gli stessi identici, festaggano lieti: TUTTI AL VOTO ANTICIPATO...

Per provare a farcene un'idea pare dobbiamo fare un passo indietro; e forse anche un passo di lato. 

E' noto pare a tutti che i nostri partiti attuali parlamentari, salvo Lega e Idv guarda caso demoliti intanto mediaticamente anche per loro colpa certamente, avvertendo l'arrivo del diluvio universale su di loro sotto forma di spread e possibile bancarotta di una nazione confiscata dalla Rendita parassitaria, consultassero pare <l'Oracolo del Colle>: che si fa?


giovedì 29 novembre 2012

lo Scisma delle Regole: solo che Matteo non pare esattamente Lutero...

















(fonte - Wikipedia.org)


Infatti, più che l'ascetica figura del Monaco risultato scismatico quasi a suo dispetto, le vicende che si vengono adesso inanellando attorno alle primarie pd forse  potrebbero richiamare meglio La Congiura dei Pazzi. 
Anche essa ambientata a Firenze, quella Storica congiura interna-esterna allora ordita contro il Potere dei Medici. 
Quella risultò anche una congiura, eterodiretta dall'esterno, per disarcionare un altrui potere di governo. Chiariamo inoltre che la Congiura passò alla storia con questo nome, non per richiamare condizioni magari instabili dei congiurati; quanto per ricordare la Famiglia fiorentina PAZZI che la innervò anche con le sue alleanze esterne a Firenze.
E congiura che alla medesima famiglia fiorentina, fallita la congiura più per opera del destino che per la reazione preventiva delle vittime predestinate, costò alla stessa famiglia promotrice anche la cancellazione ovunque, in Firenze, persino del suo Stemma.

stemma della Famiglia Pazzi
Fonte-Wikipedia.prg

Naturalmente, siamo qui finiti, a raccontarci della Famiglia fiorentina Pazzi, esclusivamente per la coincidenza territoriale - Firenze - di uno dei protagonisti della vicenda politica italiana attuale: Renzi

E così ci si ritrova di nuovo ad occuparci, anche da qui, delle Primarie del Pd 
e del loro secondo turno previsto per domenica 2 dicembre.


E per quale ragione vi si torna sopra anche se si sia già provato ad osservare il suo andamento prevedibile già nel precedente post?