martedì 27 agosto 2013

ma possiamo davvero occuparci solo di processi? Il Lavoro


Premessa:

non possiamo non osservare che la nostra politica nazionale risulta avere trascorso questa estate 2013 sostanzialmente accappigliandosi tra

chi pare persegua <adesso è la volta buona che me lo levo di torno
e chi vi contrappone <ma come vi permettete; non lo toccate> .

Intanto noi Italia rimaniamo in Recessione volontaria anche quest'anno; che poi altro non è, la nostra recessione, se non una pesante svalutazione dell'euro interno italiano. E realizzata appunto con la recessione nostra intenzionale.
Svalutazione interna che pagano, come ovunque, i redditi fissi da pensione normali, i piccoli risparmi d'esistenza personale, i salari da lavoro dipendente.
Non a caso è stata preventivamente per tempo sospesa la rivalutazione automatica appunto alle pensioni; e non a caso risultano bloccati i rinnovi contrattuali da lavoro.
Se infatti le pensioni e i salari si rivalutassero sulla perdita di potere d'acquisto che stanno subendo, non si avrebbe una svalutazione del potere d'acquisto italiano interno. E, di conseguenza, la Recessione nostra nazionale, risulterebbe del tutto inutile a chi l'ha voluta come a chi la persegue ancora adesso.

La novità di questa svalutazione interna attuata tramite la Recessione ancora in corso, è che questa volta nel mirino della politica economica nazionale e comunitaria risultano esservi finite anche la maggior parte delle medie e piccole imprese.


E la ragione per la quale anche le Imprese nazionali siano finite nel mirino recessivo risulta derivare dal fatto che la politica comunitaria attuale ci sta imponendo, esattamente come a Grecia e Spagna, di demolire i consumi interni per spostare l'economia nazionale sopravvissuta in prevalenza verso l'esportazione.
Ma la demolizione dei consumi interni italiani, applicata ad una nazione la quale, come appunto l'Italia, mostrava un proprio pil basato per circa il 70% sui consumi interni, ha significato perseguire lucidamente la estinzione di larghissima parte del tessuto produttivo ed aziendale nazionale. Come, infatti, nonostante le più diverse chiacchiere, sta tuttora accadendo. 

E come risulta venire perseguito questo riorientamento forzoso, e non detto, dell'intera economia italiana? offrendo alle aziende supersiti e che proveranno a riorientarsi in prevalenza verso l'esportazione, ancora una volta lo strumento iniquo del sottosalario strutturale.

Infatti, l'euro interno italiano risulta avere subito una fortissima svalutazione rispetto al potere d'acquisto della lira precedente già nella fase immediatamente iniziale; e conseguito con la  allora volontaria sopravvalutazione del cambio Lira/Euro. E' per effetto di quella svalutazione sempre taciuta che il potere d'acquisto interno italiano sarebbe risultato svalutato, in pochissimo tempo, tra il 40/50% rispetto alla Lira precedente.

Cosicché sarebbe potuto accaduto che due ex milioni di lire adesso si sarebbero chiamate 1000 euro; ma questo rimaneva solo una finzione nominale. Dal momento che in vero potere d'acquisto interno, come tutti abbiamo sperimentato in vivo, quei mille euro corrispondono al potere d'acquisto di circa un milione di lire precedenti.

E adesso ci risiamo.

L'economia italiana ha esaurito ormai da tempo il dono iniquo di quella svalutazione interna a tradimento; cioè, nonostante quel sottosalario originario, l'economia italiana rimasta senza innovazione e senza uno Stato decente, ha perso in quindici anni praticamente l'intera sua capacità di competitività sul mercato esterno che le aveva regalato la svalutazione . Cioè, oramai da diversi anni, i prodotti italiani mediamente all'estero non vendono, e si sono visti sostituiti da troppi concorrenti dei mercati più poveri emergenti.

La recessione attuale tuttora in corso, prova a recuperare concorrenzialità alle nostre merci nell'unico modo ritenuto possibile quando attorno non si vuole cambiare niente delle rendite esistenti e dominanti.

E allora, quando non si vuol cambiare niente in meglio, la recessione causa una corrispettiva nuova svalutazione silenziosa dell'euro interno italiano. 

Il quale euro italiano interno, infatti, alla fine della corsa recessiva volontaria attuale, si ritroverà svalutato per la seconda volta; ed almeno di un altro 25%, 30% già da adesso.
In soldoni, se mille euro di salario o di pensione già valevano solo un milione in potere d'acquisto rispetto alla lira precedente, con la attuale recessione avremo che mille euro nominali in realtà corrisponderanno, come potere d'acquisto effettivo, all'incirca a 700/600 mila delle vecchie lire.

Eccolo il vero progetto risultato in corso e per il quale si sono riuniti in tanti ad attuarlo, prima con Monti a vararlo, e ora con Letta a presidiarlo: distruggere nuovamente il potere d'acquisto dell'euro interno italiano di pensioni normali, piccoli risparmi, di retribuzioni salariali. Così che la Rendita tuttora incontrastata e che ci governa da tempo senza soluzione, possa sperare di durare e sopravvivere al suo stesso fallimento.

Ed in questa pericolosissima e rovinosa condizione, noi Italia, possiamo occuparci solo di processi?

Servono grandi politiche condivise per rilanciare la nazione, per sostenere chi più soffra, e per restituire un lecito sogno di futuro a Donna e Giovani. Servono grandi alleanze tra tutti i produttori di ricchezza tramite lavoro, siano Impresa siano Prestatori.


Ma quale risulta il programma di una parte delle attuali forze di governo oltre a <adesso è la volta buona che me lo levo di torno> ?  
NON PERVENUTO alla nostra conoscenza.

E quale risulta il programma di una parte delle attuali forze di governo oltre a <come osate; non lo toccate>?
NON PERVENUTO alla nostra conoscenza.


Allora noi, nel nostro piccolo e senza certo pretese, inizieremo a provare a riportare la discussione, e la riflessione, su cosa si potrebbe concretamente fare per invertire in positivo la rotta nazionale economico e sociale.
Proveremo a mostrarci che lo si può fare, anche agevolmente, anche nella Ue attuale; se si ha la volontà e non si sia i guardaspalla della Rendita parassita nazionale.
Pertanto, mentre probabilmente anche nei prossimi mesi tutta l'attenzione politica e mediatica risulterà concentrata su fatti di processi e su fatti eventuali loro conseguenti, qui faremo la scelta di non occuparcene nemmeno in un rigo.

Non ci appartiene infatti prendere le parti né di eventuali <linciaggi>, né di eventuali <santificazioni>. 


Ci occuperemo invece, nelle prossime settimane in successione, a rendere visibile e richiamarvi la nostra attenzione, che cambiare non solo si deve, ma si può anche, nella politica nostra economico sociale nazionale.
E a provare di mostrarci che un'altra possibile di nazione è già in mezzo a noi, solo che la si voglia tutti assieme far prevalere. A mostrarci come si possa con grande tranquillità, ed anche dentro le nostre convergenze comunitarie, iniziare a tornare a lavorare assieme.




Il primo, di questi post tematici su quel che insieme si può fare anche domani, viene dedicato al LAVORO.


Altri ne seguiranno, ed a cadenze tra di loro costanti, sulle nostre emergenze risolvibili assieme.

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Si può fare

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EUROPA COMUNITARIA E LAVORO ANCHE ITALIANO


Per quale ragione si è ritenuto di evidenziare e adesso aspetti intra Comunitari trattando di Lavoro Nazionale e della sua situazione. Prima ancora di procedere nel Piano di Rilancio sul Lavoro nazionale.
Perché aspetti Comunitari attuali assai rilevanti risultano ormai collegati inscindibilmente anche alla condizione ed al rilancio del lavoro interno nazionale. Italiano, come anche degli altri Stati comunitari euro allo stesso modo.

Sino ad oggi, tuttavia, la Comunità, senza tanti giri di parole, proprio questo risulta aver imposto a Stati membri dotati di euro:
Sacrificare sino all’estinzione il lavoro equo al connazionale. Sostituendolo sempre più largamente col migrato temporaneo o con la delocalizzazione intra comunitaria di aziende.

Essendosi scelta di rappresentare sino ad ora un solo polo delle sue potenzialità unitarie: QUELLO FINANZIARIO.
Sia entro l’Europa Euro, come nell’Italia Euro tutto questo non può durare.

Non si può intanto infatti non constatare che, pur continuando eventualmente a convivere con una migrazione  programmata dove essa serva veramente e non straripante, l’Italia, così come quasi tutti i Paesi membri Comunitari dotatisi di moneta comune euro, già oggi, pur entro la severa crisi globale attuale, risulterebbero immediatamente, e solo per tale effetto, pressoché a DISOCCUPAZIONE INTERNA ZERO.

Dunque, disoccupazione italiana attuale – 50% di immigrazione attuale, rispetto all’esistente risultato troppo brutalmente sregolato. Cosa ne resterebbe della disoccupazione italiana attuale in saldo, risultato per effetto di una sola sottrazione?  Nel resto dell’Europa euro forse anche meglio.
Pare proprio che emergerebbe una medesima nazione già oggi in piena occupazione. SENZA SUOI DISOCCUPATI. All’interno di una Comunità euro anche essa senza  suoi disoccupati nazionali pur a salari invariati.

Diviene così del tutto evidente che l’attuale disoccupazione di massa europea non sorge dal mercato globale come si vorrebbe tentare di giustificare. Quanto piuttosto da una politica economica comunitaria di sradicamento del proprio lavoro nazionale.

Questa stessa lucida democratica consapevolezza di quanto veramente oggi sta accadendo in Italia ed in Europa risulta essere invece, necessariamente, la prima Frontiera di qualunque Programma di Riforme condivise per la ripresa del lavoro equo e lo sviluppo solidale democratico entro  l’Area euro. Con esso,  anche entro l’Italia che ne fa pienamente parte.

Sapendo che l’euro finanziario della illimitata povertà crescente europea, comunque non si salverebbe senza il Lavoro diffuso e la ricchezza nazionale crescente che esso solo concede. Come già si vede bene.

Il negoziato intra europeo per riscoprire se si può avere concretamente assieme l’Euro di popoli europei prosperi e nel lavoro loro diffuso, e non solo l’attuale euro dell’impoverimento generale europeo, non potrebbe pertanto che vedersi immediatamente  attivato entro l’attuazione del Programma nazionale di Riforma.

Questo Programma non è, infatti, in alcun modo un programma d’autarchia europea o nazionale.

Quanto piuttosto un Programma per riconciliarsi tutti lealmente al proprio interno. Per poter  così soltanto ritornare coesi a competere in positivo nel mondo.
E’ solo a quel punto, infatti, che può avere gli attesi effetti un’azione Riformatrice condivisa  di rilancio del lavoro nazionale in tutte le sue forme in uno Stato italiano che si rinnovi anche in altro.

Il possibile percorso italiano di Riforme apparso anche efficace alla salvaguardia dell’euro deve pertanto necessariamente interagire anche su aspetti intercomunitari in specie del Lavoro per non risultare vanificato.

Dal momento che l’Italia infatti rimane una nazione democratica a vocazione propria Europea Confederata, appariva indispensabile capire come la politica attuale Comunitaria si collochi rispetto ad un incisivo progetto nazionale di Riforma entro lo sviluppo. Previsto con Debito Pubblico italiano in riassorbimento.


L’Italia dunque lo attiva  al proprio interno il suo Piano nazionale di Riforma per lo sviluppo e la ricchezza condivisa crescente. Sapendo ora che devono cambiare in modo rilevante anche Politiche attuali Comunitarie perché possa ritenere di avere pieno successo.







DIRITTO AL  LAVORO



RETRIBUZIONI  SALARIALI

- E’ abbattuto del 40% in un biennio, il prelievo fiscale statale attuale sui salari:   20% subito dal primo anno,  20% il successivo anno ;

Con la differenza createsi in tal modo dalla detassazione rispetto all’attuale complessiva spesa aziendale retributiva subito ricevuta dall’interessato  in busta paga.
L’onere salariale retributivo per l’impresa resta immutato all’oggi, il salario individuale migliora da subito già nel biennio ed in modo anche permanente.

Per condurre entro tre anni ad una base Fiscale fissa definitiva sugli stessi salari senza distinzioni:

-       ALIQUOTA UNICA  sulle retribuzioni indipendentemente dall’importo e non superiore al 26% tutto comprensivo di prelievo; e senza penalizzazioni da cumuli di provenienze;

Quanto alle Pensioni

 tutte quelle sino a duemila euro mese, subito stesso trattamento fiscale del salario.

- Per quelle inferiori a 600 euro, un fisco permanente esente.
           
Con la differenza così creatasi sull’attuale Fisco, subito ricevuta dall’interessato.
Entro il triennio, giunti a regime, anche per tutte le Pensioni stessa aliquota unica come il salario dipendente.


Quanto alle IMPRESE

mercoledì 12 giugno 2013

Ma allora non avevano capito?



 Questo commento è dedicato in presa diretta sul risultato elettorale delle recenti elezioni amministrative ad urne appena chiuse.
(fonte immagine:www.wikipedia.org)
E non viene dedicato all’esito nella singola città o provincia in competizione. Quanto viene dedicato al quadro politico d’insieme che ne emerge, e che riassume in sé anche i singoli risultati territoriali.
Dunque, diamo per evidente che hanno prevalso i candidati riconducibili al Pd. E diamo tranquillamente anche per acquisito che fossero dei bravi candidati in cui si è riconosciuto in prevalenza l’elettorato che ha votato.
Dato però <a Cesare quello che è di Cesare>, cioè <al Pd quello che è del Pd>, una domanda si propone al centro di questa riflessione.
Poiché le elezioni, di ogni livello, sono <la voce> vera della Democrazia, questo post si propone una domanda essenziale per chiunque voglia essere un cittadino attivo sul piano politico sociale: quale è il messaggio di fondo che reca nel suo complesso questa tornata amministrativa elettorale?
E sono soltanto risultati relativi alle singole amministrazioni locali interessate, o in questo stesso voto risulta esservi anche un messaggio di fondo inviato dall’elettorato nel suo complesso?

sabato 18 maggio 2013

Cip & Ciop

E' infatti questo il nomignolo con cui Franceso Verderami, oggi, sul Corriere della Sera a pag.5, indica scherzosamente il duo Letta Alfano di governo.Cip e Ciop nel logo della serie Cip e Ciop agenti speciali
                                                                                                                           (fonte immagine: www.wikipedia.org)

E di questi due esponenti di governo, presidente e vicepresidente del consiglio dei ministri attuali, oggi abbiamo i primi provvedimenti di governo:
Imu su prima casa sospesa 
Cassa integrazione rifinanziata

Bene, bravo, bis. Ma mica poi tanto

Questi due primi provvedimenti, infatti, appaiono piuttosto la prova provata che governano due destre conservatrici; e che, entrambe, nel primo provvedimento simbolico adottato dal governo, hanno teso a salvaguardare le proprie rispettive Rendite. Senza mutare niente sopra le scelte economiche nazionali di fondo che restano le stesse.

Cosa si intende dire?

lunedì 13 maggio 2013

Una popolazione tradita


 Italia – Bandiera

 La nostra Italia sta tutt’ora attraversando una gravissima recessione economica. Abbiamo appena vissuto un bimestre in una nuvola di chiacchiere seguita alla balla pietosa che le elezioni andavano intanto anticipate perché <non si poteva perder tempo>. L’esito è stato un governo che ha riproposto le identiche maggioranze già del governo Monti: cioè un governo Pd+Pdl+Lista Monti, e un capo dello Stato che già aveva promosso il governo di Monti riconfermato perché <non si poteva fare altro>.
Intanto il governo insediato si ritira in un ex Convento, sabato e domenica, per meditare su una disoccupazione oramai al 12 % e una recessione che secondo Istituti internazionali, in assenza di profondi correttivi idonei,  ci accompagnerà sino almeno al 2015.

Come è potuto accadere tutto questo, che una delle prime sette nazioni industriali del mondo si scoprisse ridotta, in venti anni, ad una delle nazioni più infelici ed impoverite del mediterraneo?

C’è da temere che se non si inizi a dirci tra di noi anche scomode verità nostre collettive, non verremo a capo di niente nemmeno nei rimedi necessari.
Ed una delle prime scomode verità risulta proprio il provare a dirci tra tutti noi assieme come si sia caduti in questa <fogna> nazionale.
Ed è appunto quello che proveremo a fare assieme, se ci farà piacere. Farlo.

martedì 30 aprile 2013

Primo Maggio Festa del Lavoro e senza chiudere la bocca



(Fonte immagine: www.wikipedia.org. - Primo Maggio)

Prima di dedicarci alle riflessioni condivise che richiama questo titolo di post, si ritiene doveroso aprire con un pensiero solidale ed affettuoso ai due Carabinieri  ed alla Donna che sono risultati vittime, in forma pur di diversa gravità, dell’INAMMISSIBILE CRIMINALE salva di colpi d’arma da fuoco dinanzi a Palazzo Chigi.

L’affettuoso pensiero va, SENZA SE E SENZA MA di alcun tipo, alle ignare vittime. E va anche al governo democratico che si è appena insediato, trovatosi coinvolto nell’identico intollerabile messaggio di morte recato da quelle salve di colpi.
Niente può infatti giustificare il ricorso alla Violenza nella rappresentazione delle proprie idee o disagi; personale, mandata, senza mandanti, disperata o no che fosse, il ricorso alla Violenza NIENTE concede di diverso che non sia una condanna senza attenuanti di quel che è appena accaduto.

Questo Blog è particolarmente sensibile alla scelta della Non Violenza in ogni espressione privata o collettiva.
La Non Violenza totale, fisica e verbale, è stata infatti posta a base anche statutaria di un possibile Movimento politico riformatore (MPL) che anche qui si esprime. Basti pensare che, se chi ha proditoriamente sparato presso Palazzo Chigi fosse stato un aderente a questo stesso Movimento che ora scrive, si sarebbe ritrovato automaticamente il Movimento contro a richiedere l’ammissione a parte anche esso lesa per automatismo statutario, e a prescindere totalmente dal perché e percome l’interessato si fosse indotto a farlo. Oltre ad una ovvia espulsione dello stesso, evidentemente.

Questa stessa fondante esclusione di ogni forma di violenza anche Verbale all’interno della rappresentazione di propri programmi, concede tuttavia, allo stesso movimento potenziale che qui scrive, di sostenere che il legittimo dissenso, e la legittima espressione di libere opinioni politiche economico e sociali, non verrà mai rinunciata, e tanto meno tacitata. Neanche in un contesto amarissimo e condannato senza alcuna reticenza come è questo richiamato in apertura.

lunedì 8 aprile 2013

le due Destre e il ce lo chiede la Ue




Ieri, 6 aprile, la nostra Informazione riportava una <notizietta>, immersa tra tante altre apparentemente più serie e rilevanti. Eppure, proprio questa notizietta tra le tante mostra di possedere un interesse grande e per tutti noi. Non solo per il fatto in sé che la notizia stessa riferiva. Ma perché permetteva di capire anche molte altre delle nostre cose anche attuali italiane e non solo.

Di che si trattava?
E presto detto e riferito.
La nostra Italia, per le statistiche, risulta l’ultima tra i Paesi Ue ad investire nella Cultura.
Molto, ma non tutto, già questo. Perché nella medesima occasione vi si riferiva anche che, 
sempre la nostra Italia attuale, risulta, e sempre statisticamente,  la penultima delle nazioni Ue ad investire nella propria SCUOLA.

Ecco dunque apparire sistemata, da una semplice piccola statistica comunitaria, la nostra <banda> reazionaria che tiene in mano la nazione Italia da ormai molti anni.
Perché, cosa ci consente di scoprire e di vedere documentato, anche se lo si poteva avere da sempre anche pensato? Che lo smantellamento della nostra Istruzione – Scuola – e che si è venuta accelerando verso il punto di non ritorno nella legislatura parlamentare appena conclusa, non ce lo <CHIEDE> affatto la Ue.
Appare infatti del tutto evidente che, se siamo i peggiori, tranne la Grecia, ad investire nella Istruzione – ovvero Scuola – entro la intera Ue, allora altrettanto evidente appare che, distruggere la nostra Istruzione italiana, non ci è stato affatto chiesto dalla Ue. Infatti, se tutti gli Stati Ue investono nella loro Istruzione assai più che non l’Italia, e lo fanno ed hanno fatto senza obiezioni alcuna della Ue, appare evidente che non sia la Ue a chiedere di smantellare la nostra Istruzione nazionale.
La attuale Ue in effetti ne ha molte di sue responsabilità anche gravi: ma questa pare proprio di no. Che non l’abbia, a quel che si vede.

Ma allora, se non <ce lo chiede la Ue> DI DISTRUGGERE LA NOSTRA ISTRUZIONE E CULTURA come peraltro sta tuttora accadendo qui da noi in Italia, chi ce lo chiede?

mercoledì 3 aprile 2013

intervallo

I meno giovani tra di noi ricordano come usava la RAI riempire alcuni spazi di attesa od interruzione imprevista all'interno della propria programmazione?

E' presto detto anche per i più giovani: 
poneva un bel gregge nel video assieme ad una cantilena di musichetta che ogni tanto si interrompeva con una sovraimpressione che recitava più o meno così:
<Ci scusiamo per l'interruzione imprevista dei nostri programmi dovuta a cause Tecniche. I programmi riprenderanno quanto prima possibile.> 
Greggi in varie pose e consistenze forse dovevano incoraggiare la pazienza mansueta del telespettatore.

Intervallo
(immagini da wikipedia.org)


Usanza antica di un millennio appena passato?

Mica tanto. da quel che si vede.

Infatti, alla vigilia di Pasqua, nell'attesissimo Programma del Quirinale relativo alle consultazioni per la formazione di un governo, in pratica è comparsa, a sorpresa, di fatto, la medesima didascalia. Mentre il programma in corso si interrompeva inaspettatamente, lasciando a quel che pare il posto alla antica immagine e didascalia:

INTERVALLO




(immagini da wikipedia.org)

<Ci scusiamo con gli elettori, per l'interruzione in corso dovuta a cause esclusivamente Tecniche. Il programma riprenderà appena possibile....>


Da quel giorno, chiunque provi a sintonizzarsi sul Programma <crisi di governo>, risulta che trovi incessante la medesima immagine e didascalia di cui sopra.

Tutto bene?
Mica tanto per una nazione che voleva, e pare voglia ancora, cambiare e riprendersi coesa quanto prima.








sabato 16 marzo 2013

avanti miei Prodi

Torniamo a condividere in questo blog alcune piccole opinioni su quel che continua ad accaderci attorno a tutti noi. Dopo aver qui tenuto un silenzio volontario in fase elettorale.

E che cosa intende significare questa ripresa di parola, in web, da parte di Movimento Popolare del Lavoro?

Intende significare che la proposta programmatica di MPL non cessa e non si ritira
Rimane intatta, la sua proposta, soprattutto dopo l'esito della nostra recente campagna elettorale politica. 
Ed esito elettorale ultimo che consente, indipendentemente dagli equilibri parlamentari oggi emersi, di poter vedere, da parte di chi lo ritenga, come la proposta d'insieme di Mpl, programmatica e di gestione sua interna, appaia proprio adesso ancora quanto mai attuale e capace di favorire una nostra profonda trasformazione positiva condivisa.

Soltanto che, Movimento Popolare del Lavoro, non si collocherà nella richiesta petulante di sollecitare un proprio coinvolgimento operativo da parte degli italiani ed italiane soprattutto giovani.
No, MPL non intende proporre una sorta di <stalkig> web a proprio favore.

Piuttosto, MPL, si colloca, e si ritiene tanto più adesso, come una imbarcazione ancora 
al momento agli ormeggi sulla darsena del porto.

E'infatti li, tuttora a disposizione di chi dovesse ritenere di volerla utilizzare; e così facendo, di sciogliere gli ormeggi e prendere il largo verso una terra politico sociale italiana nostra più ospitale per i sogni, leciti e condivise, di una nazione dell'equità nello sviluppo e nel Lavoro.


E di chi è, la imbarcazione ancora alla darsena del porto?
Di noi tutti popolo italiano, se vorremo usarla, che ne siamo armatori e proprietari comunque; dell'equipaggio eventuale di noi popolo italiano volontario, soprattutto ragazzi e ragazze, se penseremo di servircene.

Ma poiché MPL non è presente potenzialmente nel panorama politico sociale italiano per soddisfare qualche altrui esigenza o angoscia di potere eventuale e personale, ma è stata posta in acqua proprio per un sentimento di servizio e di condivisione, SE SI RITERRA' CHE POSSA SERVIRE, ESSA E' LA', alla darsena dove ci si può imbarcare, aggregarne l'equipaggio in tutti i suoi componenti pari, per una grande avventura positiva di ricostruzione equa nazionale.

Se invece così non sarà, e se non si riterrà che possa essere da usare, rimarrà quieta e tranquilla nella darsena, SENZA FARSENE UNA OSSESSIONE. 
Anche se la sua speranza esistenziale, della imbarcazione MPL, era, e rimane, di prendere parte attiva al servizio del riscatto nazionale.


Con questo preciso spirito, di servizio potenziale eventuale, ma senza angosce di doverlo fare, proseguiranno note e riflessioni da voler condividere anche tramite questo blog. A testimoniare che MPL c'è, e attende il suo equipaggio che ne voglia assumere il comando e la voglia eventualmente usare.

Perché una cosa appare alquanto certa, ed urgente anche da affrontare: 

l'Italia nostra, nella sua stessa gente, appare bisognosa di aiuto per riprendere operosa e lieta il mare. Ha bisogno del nostro di aiuto.
Poi, che possa essere anche Movimento Popolare del Lavoro uno degli strumenti condivisi per poter aiutare, appare alquanto meno rilevante. Rispetto alla speranza che tutti assieme scegliamo di RIPRENDERCI L'ITALIA per poterci lecitamente vivere ed abitare assieme.


E il titolo del post attuale inteso, come si vede, in: avanti miei Prodi?

Si riferisce a questi piccoli pensieri appena annotati qui sopra? No, si riferisce all'attuale contesto delle Forze politiche nostre italiane attuali e che oggi proprio si riuniscono nelle Aule Parlamentari.
Al <conclavino> del Regime nostro italiano attuale, che segue a quello planetario appena assai brillantemente assolto ma, da ALTRI.

E per inciso, visto la concomitanza temporale, appare foriera di ulteriori gravi disavventure del Regime nostro attuale l'evenienza di poter ignorare quanto altrove accaduto nella grande Casa custode, e testimone, comunque di Valori primari naturali dell'intera umanità indipendentemente dalle Fedi.

In quella sede dei Valori che comunque rimangono inscindibili dalle radici italiane ed europee, si è appena scelto di riportare in acque aperte la grande Nave di Pietro. Bene, male, riuscirà in tutto o in meno?
Quello che è certo che, in quella Sede alta della Fede, si è scelto, a quel che si vede, di rilanciare a livello della grande posta apparsa in palio: essere ancora faro per un'umanità nostra intera potenziale che non ritiene di accettare in prevalenza un ruolo di servi senza parola di altrui capricci e desideri smodati troppo ristretti.
Il resto verrà di conseguenza, appare, sia in azioni che in comportamenti coerenti.

E noi, il nostro Parlamento nazionale, come si riunisce in queste ore nella stessa Roma anche papale?
Risulta consapevole che la sua stessa gente di noi italiane ed italiane senza poteri appare troppo provata, troppo smarrita, troppo dissenziente di venire ridotta in prevalente miseria per smodato arricchimento di troppo pochi apparsi senza loro onere né progetti?

Se vogliamo essere sinceri con noi stessi sino in fondo, temo che dovremo rispondere: Non risulta affatto consapevole, il nostro Parlamento che si riunisce in queste ore.
O almeno non pare in grado di saperlo, o volerlo fare. Il nostro Parlamento.

A Roma italiana parlamentare, infatti, appare 
indetto in queste ore, un consueto Torneo di Feudatari di un Regime.


Il popolo anche loro ha fame? e chissene frega, appare come di sentire.

Prima dobbiamo vedere come far sedere attorno al tavolo, anche se  sempre più piccolino invero, i Cavalieri che vi sono stati invitati dai padroni di sempre del Castello.
E per assegnare i posti, sono in corso ormai anche da troppo tempo, disfide e <prove di destrezza> dei vari cavalieri presenti alla consueta disfida senza senso.

E' vero, i Feudatari hanno alzato il ponte levatoio e si accingono ai consueti riti solo tra di loro. 

Ma tutto non è uguale come sempre. Un lato delle mura del castello appare infatti diroccato; e dalla ampia breccia vi hanno fatto irruzione una folla di <plebaglia> scanzonata e dissacrante e non proprio del tutto amichevole verso gli storici occupanti. Del castello.


Ma i Feudatari nostri partitici di sempre, non pare proprio se ne danno mica troppo per inteso.
Si sono arroccati infatti nell'acropoli del tempio parlamentare. E da li, forti della forma numerica di una legge elettorale liberticida premiale, pretendono di gestire un <passi> a chi debba o no salire sino al loro trono come nuovi passivi tributari.

Ma a rendere tutto ancora più confuso, nella stessa Acropoli di Regime, come sempre avviene sotto un assedio che pone timore ai privilegiati troppo ristretti, sta avvenendo, contemporaneamente, uno spietato regolamento di conti tra i Feudatari stessi. A colpi di trabocchetti, sicari, sgambetti, pozioni avvelenate servite tra gli stessi potenti già prima solidali quanto prepotenti.

Ma non vi è da meravigliarsi più di tanto.
L'Acropoli dove si sta ancora asserragliando il regime italiano già sconfitto di consenso, è assai più ristretta dell'intero castello. Ed allora, gioco forza, qualcuno deve per forza venire ributtato fuori prima di rinchiudervisi dentro....

Avanti, miei ....Prodi. 
Pare come gridare appunto una parte dei Notabili di sempre. Mentre intanto si infilzano tra di loro, allegramente, i bianchi, i gialli e i verdi, e .....chiunque si affacci.


E il popolo, cioè tutti noi italiani indistintamente che non facciamo però parte del Regime già perdente?
FUORI. Spettatori resi passivi di un rito del quale, però, per come avviene, non ci importa proprio niente.

Noi, pare che stiamo piuttosto ad osservare le disastrose condizioni del villaggio comune appena razziato dai Signori del Castello prima che si rinchiudessero nell'Acropoli per cercare riparo all'ira degli stessi saccheggiati e derubati anche della propria speranza.

Allora?

Allora, poiché i Feudatari sgommati ancora attuali pare non mostrino alcuna intenzione di restituire anche il castello volontariamente, a valle, e molti più di uno, invero, cominciano ad armeggiare attorno alle sorgenti d'acqua; con l'intenzione di lasciare senza acqua sia l'Acropoli come il Castello ed i suoi occupanti.
Stanno sempre in più ponendosi sui sentieri usuali da dove pervengono a Castello ed Acropoli i vettovagliamenti; con intenzioni, oramai neanche troppo riposte, di tagliarne i vettovagliamenti.

Come finirà, questa dolorosa scelta di togliersi comunque di torno dalla valle il vecchio regime parassita e farla finita con i soprusi ed i saccheggi di Feudatari che non inducono più in alcuno timore reverenziale?

Dirlo appare difficile, soprattutto nei tempi.

Certo che, nella valle del popolo stremato, risuona sempre più alto, e più condiviso il grido: RIPRENDIAMOCI L'ITALIA, per noi tutti e per i nostri figli e figlie.

E quando questo accade, dentro ogni castello già invaso, e dentro ogni Acropoli di prepotenti asserragliati, si iniziano a contare i giorni.

Della RESA ALLA DEMOCRAZIA DEI MOLTI.







mercoledì 2 gennaio 2013

le uova del cuculo


Tutti noi sappiamo che con questo nome - Cuculo - si indica un volatile dal comportamento non esattamente "etico". In che senso?
Nel senso che risulta un parassita sostanziale di nidi altrui, e un sostanziale killer dei legittimi altrimenti nidiacei.
E per rinfrescarci assieme questa <pessima> sua indole, ci facciamo aiutare da www.wikipedia.org, sia con l'immagine di apertura, che con alcuni stralci sulla <sua> così particolare....abitudine.

<<Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre il proprio uovo all'interno del nido di altri uccelli (...). La femmina depone un solo uovo in ogni nido da aprile in poi per un totale di circa 15-20. Le uova somigliano molto a quelle della specie "ospite". Alla schiusa (che di norma avviene dopo circa 12 giorni), il piccolo del cuculo, con l'aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane.(...)
In Francia questo comportamento del cuculo ha portato alla nascita del termine "cocu" per indicare una persona il cui partner sia infedele.[senza fonte] Con il medesimo significato in Inghilterra si usa il termine "cuckold", derivato dal francese "cocu" più il suffisso peggiorativo -ald. (...).>>
Fatta questa sommaria incursione nella Ornitologia, e nelle <tecniche> del Cuculo, ci si potrebbe tuttavia adesso chiedere. Si, va bene, ma cosa c'entra il Cuculo in un blog che si richiama ad un movimento politico?

Forse riusciremo a vedere assieme se c'entra. Ed anche come c'entra.

Intanto diciamoci come è intervenuto il pensiero sul Cuculo iniziando questo post. Il Cuculo è venuto in mente, come collegamento apparso naturale, riflettendo su Monti.
perché mai Monti, a chi ora qui scrive, avrebbe richiamato in mente proprio il Cuculo?
Ma non appare comprensibile? 

lunedì 10 dicembre 2012

l'assalto finale?





Dunque ci siamo? a febbraio la Casta di Regime italiano attuale pare si gioca <O LA VA O LA SPACCA>

Cosa è accaduto perché un Regime di gomma pigiasse adesso sull'acceleratore?
In effetti, sino ad una settimana fa eravamo festosi a celebrare l'arrosto di Renzi, servito da Bersani al buffet del suo partito. E pareva che fossimo tutti impegnati ad osservare che prodigi produce a tenere per un mese e mezzo ininterrottamente un partito ed il suo laeder in Televisione a reti unificate.

All'improvviso si cambia programma alla EIAR informativa nazionale: <Monti lascia, crisi aperta e voto a febbraio. >
Così infatti titola in prima pagina il Corriere della Sera del 9 dicembre.

Cosa è dunque accaduto perché quegli stessi che ci avevano sottratto il diritto di scegliere votando appunto un anno fa, sproloquiando che avremmo messo la patria in pericolo col perdere tempo a votare, adesso con la più amena faccia di bronzo, gli stessi identici, festaggano lieti: TUTTI AL VOTO ANTICIPATO...

Per provare a farcene un'idea pare dobbiamo fare un passo indietro; e forse anche un passo di lato. 

E' noto pare a tutti che i nostri partiti attuali parlamentari, salvo Lega e Idv guarda caso demoliti intanto mediaticamente anche per loro colpa certamente, avvertendo l'arrivo del diluvio universale su di loro sotto forma di spread e possibile bancarotta di una nazione confiscata dalla Rendita parassitaria, consultassero pare <l'Oracolo del Colle>: che si fa?